© 1995 (rev. 1999) Dott. Ivo Tarfusser
La sudorazione è un fenomeno naturale necessario per la regolazione della temperatura corporea. La secrezione del sudore è mediata attraverso stimoli nervosi di una parte del nostro sistema nervoso vegetativo (il cosiddetto sistema nervoso simpatico). In alcuni individui (che rappresentano ca. l' 1% della popolazione) questo sistema lavora ad un livello molto più elevato di quello necessario per mantenere una temperatura corporea costante. Questo disturbo viene definito iperidrosi.
Terapia sintomatica:
Indicazioni:
1. pazienti con iperidrosi essenziale
2. pazienti con iperidrosi secondaria, che non rispondono a terapia
causale
3. pazienti psichiatrici, nei quali l' iperidrosi non soltanto è
una conseguenza dell' instabilità emotiva, ma sembra esserne un
fattore aggravante.
Metodiche:
ANTITRASPIRANTIGli antitraspiranti costituiscono la terapia di prima scelta. La sostanza più efficace appare essere il cloruro di alluminio. Questa sostanza è la componente principale di prodotti come l'HYDROSTOP, in grado di alleviare notevolmente il problema se l'ipersudorazione non è troppo eccessiva. In qualche paziente il cloruro di alluminio può causare reazioni irritative della cute. Il trattamento deve essere ripetuto regolarmente. Altre sostanze come la glutaraldeide o la tannina vengono impiegate di rado in quanto causano una colorazione brunastra della pelle e dei vestiti.IONOFORESI
La ionoforesi è una tecnica che consiste nell' applicare una corrente continua di bassa intensità tramite un generatore di corrente continua alle palme o alle piante dei piedi immerse in una soluzione elettrolitica. La corrente ottura i condotti delle ghiandole sudoripare per un certo periodo di tempo. Il trattamento deve essere ripetuto regolarmente, inizialmente più volte alla settimana per una durata di 20-30'. Questo metodo può essere provato qualora gli antitraspiranti non abbiano dato l' effetto desiderato. I risultati variano: alcuni pazienti che soffrono di iperidrosi lieve o moderata risultano soddisfatti da questo trattamento, mentre altri lo considerano inefficace e relativamente costoso, e in più richiede parecchio tempo. È difficile adottarlo in caso di iperidrosi ascellare (anche se esistono elettrodi speciali), e non è applicabile in pazienti con iperidrosi del tronco o generalizzata.FARMACI
Non esistono farmaci specifici contro la sudorazione profusa. Spesso vengono somministrati farmaci psicotropi (specialmente sedativi) e/o anticolinergici, ma dati i dosaggi richiesti per raggiungere un effetto accettabile contro l' iperidrosi, gli effetti collaterali diventano generalmente insopportabili. Per questa ragione non possono essere raccomandati nella maggioranza dei casi. Nei pochi pazienti che soffrono di ipersudorazione del tronco o generalizzata, per i quali non sono disponibili altri metodi di terapia, una leggera dose di anticolinergici può diminuire leggermente la sudorazione senza rendere la vita insopportabile a causa degli effetti collaterali (secchezza delle fauci, difficoltà di accomodamento della lente oculare).PSICOTERAPIA
I risultati di un approccio psicoterapeutico sono in genere scarsi. Infatti, i problemi psicologici e psicosociali di questi pazienti sono quasi sempre una conseguenza del disturbo, non la causa. Per questa ragione una terapia psichiatrica o psicofarmacologica non può curare questo disturbo, al massimo è in grado di aiutare il/la paziente ad accettare di conviverci. In casi selezionati, metodiche di bio-feedback possono portare a un certo miglioramento.CHIRURGIA
Si tratta di un intervento per la cura dell' iperidrosi ascellare. Nel caso che la sudorazione si estenda oltre il limite della parte coperta da peli, si rende necessario un intervento più ampio che richiede molteplici incisioni le quali in qualche caso possono dar luogo a cicatrizzazioni ipertrofiche e costrittive. Anche con l' impiego di una tecnica simile alla liposuzione, che mira all' asportazione delle ghiandole tramite aspirazione, i tempi di guarigione e recupero sono piuttosto lunghi. Ci sono casi di ricomparsa dei sintomi, ma estendendo l' escissione a 4-5 cm oltre il limite del cavo ascellare, i risultati sono soddisfacienti.
- Il principio della chirurgia del nervo simpatico è l' interruzione definitiva dei nervi e nodi nervosi (gangli) che trasmettono i segnali alle ghiandole sudoripare. Nel corso degli anni si sono delineati due principi diversi per ottenere tale risultato : a) la simpatectomia classica nella quale il nervo e/o i gangli vengono divisi e/o coagulati con l'elettrobisturi o il laser, e b) la neurocompressione ("clamping"), dove la capacità del nervo di trasmettere segnali viene bloccata da una o più graffette ("clip") di titanio. Quest'ultima tecnica, pur essendo leggermente più complessa, ha il vantaggio della reversibilità nelle prime settimane postoperatorie.
Nelle forme gravi di iperidrosi palmare o facciale, resistenti a qualsiasi trattamento non-chirurgico, la chirurgia del sistema neurovegetativo simpatico (la simpatectomia endoscopica toracica e la neurocompressione del nervo simpatico) si è imposta come alternativa terapeutica di grande efficacia per disturbi spesso molto invalidanti. Si tratta di interventi (ormai ne esistono una serie di metodiche diverse) di invasività minima sviluppata dagli anni 80 e 90, soprattutto in Europa e in Asia, che hanno sostituito definitivamente la simpatectomia toracica "a cielo aperto", una tecnica assai cruenta usata negli anni passati, che ha comportato lunghi tempi di degenza e convalescenza. La tecnica endoscopica è molto sicura e, se adottata da un chirurgo esperto in questo tipo di procedura, porta alla cura definitiva del disturbo in quasi il 100% dei pazienti trattati, lasciando soltanto una piccolissima cicatrice nell' ascella. L'intervento dà anche ottimi risultati in casi di iperidrosi ascellare costituendo una possibile alternativa agli interventi indirizzati alla distruzione diretta delle ghiandole sudoripare in casi refrattari alla tossina botulinica.
- Individui con un' iperidrosi palmo-plantare combinata hanno una buona probabilità di miglioramento anche della sudorazione ai piedi dopo un intervento che mira ad alleviare la sudorazione ai palmi. L' iperidrosi plantare isolata può essere trattata soltanto con una Simpatectomia lombare. Negli ultimi anni è stata messa a punto una particolare tecnica endoscopica che permette di intervenire chirurgicamente anche sui segmenti lombari del nervo simpatico, senza dover ricorrere ad un intervento a cielo aperto(Simpatectomia endoscopica lombare). Peraltro attualmente esistono purtroppo pochissimi centri al mondo in grado di effettuare tale tecnica chirurgica (Gmunden/Austria, Los Angeles/USA, Merano)
- Iperidrosi del tronco/coscie o generalizzata non è trattabile chirurgicamente.
La tossina del batterio Clostridium botulinum è in grado di bloccare la secrezione del sudore da parte della ghiandola sudoripara. Tale effetto viene determinato dalla inibizione del rilascio di un neurotrasmettitore, l'acetilcolina, dalle terminazioni nervose presinaptiche, con conseguente arresto dell'impulso nervoso responsabile della stimolazione della ghiandola sudoripara. Solo dopo svariati mesi, le terminazioni nervose riacquistano la capacità di rilasciare nuovamente l'acetilcolina con graduale ripresa della sudorazione.ALTRE TERAPIELa terapia consiste nella effettuazione di molteplici iniezioni subdermiche con minime quantità di tossina in modo da coprire uniformemente la superficie interessata dall'eccessiva sudorazione. L'effetto inibitorio perdura per ca. 5-8 mesi; in seguito la sudorazione si ripresenterà, all'inizio in modo lieve, aumentando poi molto lentamente. In molti casi anche dopo un anno non viene raggiunto il livello di iperidrosi iniziale. Pertanto per la maggioranza dei pazienti è sufficiente un trattamento annuale, da ripetersi in genere preferibilmente prima della stagione estiva. Purtroppo una piccola percentuale dei casi trattati (ca. 5-10%) non risponde a tale terapia, presumibilmente a causa della presenza di elevati titoli anticorpali contro la tossina. In qualche caso di non-responder una ripetizione del trattamento con dosaggi più elevati può ottenere l'effetto sperato.
Il maggiore pregio di questo metodo consiste nella quasi totale assenza di effetti collaterali, in particolare di una sudorazione compensatoria rilevante. Eventuali altri effetti collaterali sarebbero comunque a carattere transitorio.
Svantaggi:
La tossina botulinica appare come terapia di elezione per il trattamento dell'iperidrosi ascellare in casi refrattari agli antitraspiranti. Per questo tipo di iperidrosi si tende oggi ad evitare l'approccio chirurgico, gravato spesso da complicanze con possibili recidive. Anche l'asportazione delle ghiandole sudoripare ascellari è frequentemente seguita da recidive (aspirazione sottocutanea delle ghiandole) oppure detemina la formazione di vistose cicatrici retraenti (escissione totale). La tossina invece non comporta effetti collaterali se iniettata in sede ascellare.
- costo molto elevato della sostanza
- risultato non definitivo
- trattamento molto doloroso a livello di mani e piedi in mancanza di anestesia adeguata
- transitoria ipostenia della muscolatura della mano, con ripercussione sui movimenti fini
- non consigliabile al viso per possibili interferenze sulla mimica (paralisi dei muscoli facciali)
In sintesi vengono proposte le seguenti strategie operative per il trattamento razionale dell'iperidrosi grave e debilitante che non risponde ai trattamenti convenzionali con gli antitraspiranti o la ionoforesi:
| Iperidrosi ascellare: | - tossina botulinica - alternativa per pazienti refrattari alla tossina: simpatectomia endoscopica toracica D4 (D3-D5) |
| Iperidrosi facciale: | - simpaticotomia oppure neurocompressione ("clamping") endoscopica toracica intergangliare a livello D1-2 |
| Iperidrosi palmare | - simpatectomia endoscopica toracica D3 (D2, D4) |
Domande, suggerimenti o comunicazioni all' autore:
e-mail: summit@parsec.it